Specificità

 

La  Capra è un animale di facile addomesticamento,  erbivoro, ruminante, didattilo, largamente distribuito sulla Terra , si direbbe formare un anello intermedio fra le antilopi e le pecore per via di alcuni caratteri comuni alle une e alle altre.La costituzione della capre è asciutta, le forme angolose, tutto il corpo come compresso e assottigliato con le apofisi delle vertebre del collo, dorsali e lombari assai prominenti. Le membra sono muscolose, ma non arrotondate, sì che ne risulta come carattere speciale la magrezza. Il corpo è sostenuto da gambe corte e robuste; la testa è relativamente corta e larga alla fronte, le orecchie in generale corte per lo più rivolte in alto e leggermente di lato; occhi grandi con pupilla rettangolare disposta trasversalmente (iride colorata in tinte vivaci). Le corna che mancano in alcune razze sono variamente conformate e più o meno grosse e lunghe, in numero di due ( talvolta sono quattro e anche sei); appendici cutanee ( non sempre in corrispondenza del punto di congiunzione della mandibola al collo), vengono dette bargigli, lacinie, tettole; mento provvisto di un fiocco pendente o barba. La coda è per lo più triangolare e portata diritta e le mammelle sono in numero di due, situate nella regione inguinale, lunghe e pendenti e provviste di due capezzoli.


La capra è un animale a duplice attitudine: latte e carne, ma la funzione economica più importante della capra è la produzione del latte, e quest’animale, relativamente al suo peso vivo supera in rendimento ogni altro. Così mentre, ad es. in Germania la vacca Veilchen I, potente lattifera, raggiunge appena 22 volte il peso del suo corpo(Kg. 71,5) con Kg. 1566 di latte in una lattazione, la capra Luise I superò il suo peso (Kg.60) 37 volte con il latte ugualmente prodotto in un lattazione(Kg.220). Si citano capre della Nubia che avrebbero dato più di 11 Kg. quotidiani di latte con contenuto di grasso anche dell’8%; ma a parte queste notizie non esattamente controllate , già nel 1899 si registrò nel Holstein una capra di razza Saanen, chiamata Betty, che diede in un anno 2000 Kg di latte. Più recentemente, nel 1929, quattro capre color capriolo superarono i 2000 Kg  di latte e altrettanto si osservò in altre quattro di razza Saanen, al controllo del 1930. La massima quantità annuale registrata fu di Kg. 2220 e quella giornaliera di Kg. 8,400, quantità superata ancora nel 1931 con le punte di Kg. 2263 e 2282. Il record del burro in una lattazione sembra sia, per il momento quello di Kg. 90,94 con un contenuto percentuale del 5,73% ( capra Heidi 862 del sig. Wölke di Bettmar-Brunswick). Il latte di capra è adattissimo al consumo diretto, ma è usato anche per fabbricare formaggi sia da solo, sia mescolato a quello di vacca e di pecora, come pure la fabbricazione del burro.
Il latte di capra è bianco un po’ untuoso, leggermente zuccherato, con un caratteristico odore ircinico ( contiene ircinia, un gliceride proprio del latte caprino) viene consumato allo stato naturale o trasformato in formaggi ( con 8 L di latte si ottiene un Kg di formaggio). Con esso si fabbricano formaggi locali rinomati che prendono il nome dalle varie località    ( in Francia i formaggi del Mont-d’Or, del Levroux). Mescolato con latte di pecora si usa per la confezione del Roquefort   ( regione di Larzac), mentre unito al latte di vacca serve a preparare il formaggio d’Olanda.Il latte di capra ricco in grasso e in caseina e povero di lattosio era per l’addietro maggiormente apprezzato per l’alimentazione umana, perché facilmente digeribile e perché, essendo la capra più resistente all’infezione tubercolare , esso può esser consumato crudo quando provenga da animali immuni dalla cosiddetta febbre di Malta( brucellosi).

Il mantello della capra può essere uniformemente bianco, grigio, nero, biondo, o variamente pezzato di questi colori con tinte rossastre, marrone, fulve, giallastre più o meno sfumate o franche. Il pelame è ora corto e raso, ora lungo, grossolano e ruvido, opaco o lucente; talvolta anche finissimo e morbido come seta. In altre razze il pelo lungo e grosso copre un’abbondante e fine peluria corta, detta duvet o borra; in altre , a pelo corto e raso dei paesi caldi, tale borra può mancare del tutto. 
La pelle è sottile, pieghevole, provvista di ghiandole 
il cui secreto dà il caratteristico 
odore ircino, accentuatissimo nei maschi, 
odore che non è comune a tutte le razze. 

Le mammelle sono inguinali, in numero di due, raramente di quattro, di sviluppo vario, a volte riunite fino in basso e con capezzoli grossi, lunghi, 
diretti più verticalmente (mammelle a bottiglia). Non esistono né la ghiandola sopraorbitaria, come in alcune antilopi, né la ghiandola sottorbitaria, né i canali riflessi degli spazi interdigitali, né i seni mammari, 
di cui sono invece provviste le pecore.

Il pelo ruvido e grossolano della capra comune è utilizzato per fare pennelli, corde e tessuti rozzi, specialmente presso i popoli primitivi( es. in Arabia); ma è ben noto che nella capra d’Angora il pelo finissimo rappresenta una produzione di alta importanza per la fabbricazione di importanti tessuti ( mohair). In altre razze si utilizza l’abbondante lanugine ( duvet), sopra ricordata, per fabbricare i famosi scialli kashmir. Un’importante industria prende vita inoltre dalla lavorazione delle pelli dei capretti per la confezione di guanti, scarpe etc.